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Recensione Metro 2033 (libro)

Autore Matteo Pisello  //   +MatteoPisello
Data di pubblicazione 26 Novembre 2016, 17:00
Data ultima modifica 18 Gennaio 2018, 18:28
Tempo medio di lettura 11-13 minuti circa
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Introduzione

Quello che vi propongo oggi è uno “strappo” rispetto agli argomenti trattati su questo sito, ma dato che sono appassionato a questo genere, spero di aiutare qualcuno nelle scelta di un libro o perché no, a scoprire o riscoprire questo capolavoro. Inauguriamo quindi la categoria delle recensione letterarie con un romanzo che mi ha regalato grandi emozioni e soddisfazioni nel leggerlo: Metro 2033, del giovane autore russo Dmitrij Gluchovskij.

Non mi resta che augurarVi buona lettura. Se il contenuto che Vi state apprestando a leggere è stato di Vostro gradimento, non dimenticateVi di condividere, di lasciare un commento e di votare MI PIACE in fondo all’articolo. Un piccolo e semplice gesto per Voi, ma che aiuterà la crescita di questo sito. Grazie mille.

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Apocalisse personale

Comincio con il dire che adoro letteralmente il genere distopico/apocalittico, sia esso riportato su carta e quindi un libro, sia su grande schermo, documentario, o anche videogioco. Da videogiocatore non posso che amare la saga di Fallout (ho giocato a Fallout 3 più alcuni DLC e sto giocando al 4). Quello che veramente amo del genere è sapere come l’uomo abbia fatto ad adattarsi ad una catastrofe molto più grande di lui, e che non ha scelto e capito; agli avvenimenti che hanno scatenato il tutto, e soprattutto l’ambientazione. Perché la maggior parte delle volte, in questo genere di racconti, si parla di bombardamenti atomici, rifugi, bunker, inverno nucleare e scontri tra civiltà vicine e lontane.

Oltre a questo, mi ha sempre affascinato il mondo sotterraneo delle metropolitane, dei bunker e di tutte quelle strutture segrete costruite in epoche lontane, e isolate dal mondo che conosciamo oggi, e celate agli occhi dei più. Soprattutto quelle russe: che oltre ad essere delle vere e proprie opere d’arte aperte al pubblico sono un misto di arte, cultura, mistero e leggenda. Basti pensare a quante leggende girino sulla fantomatica Metro-2, la presunta linea segreta della metropolitana che collegherebbe i punti nevralgici e del potere russo. Ritroveremo questo aspetto e questi luoghi anche nel romanzo di Gluchovskij, proprio quando nessuno (o quasi) conoscesse la sua esistenza, ci si imbatte nella sua presenza, nel suo potere e nei suoi misteri.

Quando sono riuscito a recuperare Metro 2033 non mi pareva vero che l’autore avesse racchiuso in poco meno di 700 pagine due degli argomenti che più adoro. Inoltre non si tratta di un’unico libro ma di un vero e proprio universo sia letterario che videoludico (e molto probabilmente in futuro, spero non troppo lontano, un film). Oltre a Metro 2033 l’autore ha scritto: Metro 2034 e il recente (in Italia) Metro 2035. Sono stati realizzati anche due adattamenti videoludici: Metro 2033 (poi rimasterizzato e divenuto: Metro 2033 Redux) e Metro: Last light (anch’esso rimasterizzato ed ottimizzato, con l’aggiunta dei DLC). Altri autori sparsi per il mondo hanno espanso l’iniziale ristretto mondo di Metro 2033 con opere proprie, ma legate al mondo creato da Gluchovskij, arricchendo e narrando quello che è successo alle proprie città dopo la guerra che ha ridotto in fin di vita la Terra.

Non escludo quindi di proporre altre recensioni e/o impressioni su altri capitoli del MetroUniverse, siano esso letterari o videoludici. Sicuramente riporterò le mie impressioni su Metro 2034 e Metro 2035, che sono in attesa di essere letti, ma non prima di pubblicare questa recensione, così da seguire un filo logico ed omogeneo. Successivamente, molto probabilmente porterò anche i due videogame, inaugurando così anche la sezione apposita nel sito.

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Dall’idea al successo

Metro 2033 nasce da un’idea del suo scrittore: Dmitrij Gluchovskij, che durante le innumerevoli ore trascorse nelle stazioni della metropolitana di Mosca per raggiungere la sua scuola, partirò l’idea di ambientare un suo racconto, proprio in quei luoghi a lui così cari e familiari. E’ con questi presupposti che l’idea crebbe e divenne prima un sito amatoriale contenente gli iniziali capitoli (consultabili liberamente e gratuitamente da parte degli utenti); successivamente il libro che tutti oggi conosciamo.

Il passaggio da sito amatoriale, contenente i primi e ancora “grezzi” capitoli, a libro di enorme successo mondiale (è stato tradotto in 35 lingue), è avvenuto grazie alla notorietà acquisita mediante la pubblicazione dei primi capitoli, ai suggerimenti e ai contributi forniti dagli utenti stessi del sito. Anche dopo la pubblicazione da parte di un editore nel 2005, la versione gratuita online è rimasta disponibile a tutti, arricchendola inoltre di capitoli inediti.

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Il percorso

Ovviamente non racconterò la trama nei minimi particolari perché così facendo rovinerei la scoperta e l’esperienza personale ai nuovi lettori, ma farò un piccolo “riassunto” dei fatti principali, soffermandomi maggiormente sui messaggi e sull’esperienza che lascia il libro una volta concluso.

Siamo in Russia, più precisamente a Mosca, nell’anno 2033. A seguito di una non meglio precisata guerra nucleare che ha ridotto la terra ad un cumulo di macerie radioattive. La superficie del nostro mondo è del tutto impraticabile agli umani e non è possibile una vita stabile all’aria aperta, se non per brevi periodi e grazie all’ausilio di maschere antigas, tute anti-radiazioni e filtri per depurare l’aria inalata. Oltre a questo il mondo esterno (o quello che ne rimane), è popolato da bestie mutate e creature misteriose.

Le vicende narrate nel libro riguardano il viaggio di Artyom, un giovane “residente” nella stazione VDNKh, partito con l’intento di salvare la propria stazione di appartenenza e l’intera linea metropolitana di Mosca da un’oscura minaccia: i Tetri, creature dell’oscurità che terrorizzano la sua stazione e che si fanno di giorno in giorno più intraprendenti e pericolose. Oltre che essere un viaggio fisico nel vero senso della parola, è anche una crescita ed una presa di coscienza del protagonista, che dovrà affrontare minacce sempre diverse e sempre più pericolose, sfiorando più di una volta la morte. Per sua fortuna durante il cammino incontrerà personaggi che lo aiuteranno e lo sosterranno fino al compimento della sua missione.

Durante il viaggio, Artyom, oltre che percorrere tunnel, tombini e passaggi si imbatterà nelle stazioni della metro. Stazioni che in un passato ormai troppo lontano erano dei veri e propri musei d’arte. Nel 2033 invece, nel migliore dei casi si sono trasformate in luoghi di rifugio e protezione per i vari cittadini della metro, costantemente minacciati dalle insidie proveniente sia dalla superficie sia dai tunnel stessi. Dei tanti ornamenti, statue, opere d’arte che un tempo abbellivano le stazioni, ora rimangono soltanto marmi anneriti dal fumo, piastrelle rotte e uffici abbandonati o ridotti ad un cumulo di detriti senza rispetto. Pochissime stazioni sono rimaste sfarzose e ricche come un tempo.

Nel peggiore dei casi invece sono abbandonate o “infestate” da creature leggendarie o misteriose. Non di rado, durante il racconto ci si imbatterà in queste situazioni a cui Artyom non potrà darsi una spiegazione razionale, ma che comunque affronterà e cercherà di uscirne sano e salvo.

Benché la vicenda principale si svolga perlopiù all’interno del “micro-mondo” della metropolitana, non mancheranno avventure in superficie. E’ in questi capitoli che ci si renderà ben presto conto che se la vita all’interno della metro sia difficile e dura, quella al di fuori delle porte a pressione è ancora peggiore: tra bestie mutanti che cercano di attaccarci ad ogni angolo ed insidie nascoste nel buio delle strutture in rovina. Anche gli stessi edifici che ci circondano sembrano avere una loro forza mistica e misteriosa.

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La metropolitana: il vero protagonista

Ho parlato in precedenza di Artyom come il protagonista dell’intera vicenda narrata nel libro. Sono però convinto che Artyom non sia il vero “protagonista” ma più l’interprete principale. Dico questo perché, benché sia lui a affrontare il viaggio, a conoscere ed interagire con i vari personaggi e a condurre la metropolitana verso il suo destino, credo ci sia un’altro contendente al posto di vero protagonista: la metro stessa.

Può sembrare strano, in quanto oggetto/soggetto non umano, ma ritengo che la metropolitana abbia un ruolo principale e soprattutto attivo in tutto l’arco del racconto. Si ha infatti l’impressione che i vari tunnel che collegano le innumerevoli stazioni, i tombini, i cunicoli, gli anfratti che costellano ogni galleria, ogni angolo buio e ogni passaggio segreto comunichi costantemente qualcosa al nostro eroe e di conseguenza a noi stessi.

Si ha la continua sensazione che l’intera linea della metropolitana di Mosca respiri, pulsi, reagisca al passaggio di Artyom o di qualsiasi altra creatura vivente umana o mutata. In alcuni tratti la metropolitana è come se “pensasse“, comunicasse e si “interfacciasse” con i suoi abitanti, in maniera del tutto umana, rendendo il tutto più angosciante e misterioso, nonché pericoloso e mortale.

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Emozioni

Durante il viaggio di Artyom, e di conseguenza anche quello del lettore, si verrà a conoscenza di varie “fazioni”: ci saranno i Fascisti del Quarto Reich, i Rossi, i Satanisti, coloro che venerano Geova, i Figli del Verme e persino quelli che non credono in niente e nessuno, che cercano solamente di vivere un giorno in più. Benché ogni fazione, ogni religione e ogni credo abbia i proprio pro e contro, è inevitabile per il lettore immedesimarsi con Artyom e pensare a cosa farebbe nei suoi panni, cosa ne penserebbe di tutte quelle teorie e come agirebbe se fosse davanti ad una situazione di pericolo, di fronte ad una scelta, o di fronte ad un avvenimento “speciale” ed inspiegabile.

Personalmente (e qui parlo da grande appassionato di romanzi apocalittici, misteri e storie ben narrate) in alcuni casi, ho trovato difficile leggere la riga successiva senza ponderare, pensare e riflettere attentamente su quanto avevo appena letto, domandandomi come e cosa avrei fatto io in quella situazione. In particolar modo verso la fine del romanzo (senza stare a “spoilerare” nulla di troppo preciso): Artyom si reca in superficie e trova una vecchia edicola cambiavalute, trovando al suo interno i resti di una povera donna che si era rintanata in attesa che tutto quell’orrore terminasse presto. Insieme al cadavere, ridotto ormai alle sole ossa, Artyom trova i resti di un veloce pasto fatto di barrette di cioccolato, acqua e delle medicine. Vicino al cadavere della donna, scritti sul muro dell’edicola, ci sono gli ultimi giorni della vita di quella ragazza, insieme ai suoi ultimi pensieri.

Poco più di mezza pagina di libro, in cui Gluchovskij racchiude tutta la paura, la desolazione, la solitudine, la rassegnazione e la commozione che quella persona (e noi insieme a lei) ha provato prima di morire da sola, non sapendo cosa fosse realmente successo e il perché fosse successo. Ed è questa sensazione che si prova quando si leggono altri passi del libro: come quando si conosce un bambino, tenero, vulnerabile, intelligente ma al tempo stesso incredibilmente coraggioso, la cui fine sembra ormai segnata. Oppure quando Artyom trova una foto, uno dei ricordi più cari, all’interno di un appartamento in rovina durante un solitario viaggio in superficie.

Sono questi momenti, questi paragrafi, che mi hanno fatto innamorare di questo genere letterario: tanto apocalittico, distruttivo ed inumano, quanto incredibilmente commovente, personale ed umano.

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Valutazioni finali

95%
Ambientazione
90%
Personaggi
95%
Coinvolgimento
95%
Scrittura
90%
Traduzione
70%
Originalità
95%
Illustrazioni
20%
Finiture
50%

Metro 2033 è uno di quei romanzi che ti fa immergere completamente nel racconto e nella storia scritta all’interno delle sue pagine, e che letteralmente divorerete. Grazie alla varietà di ambientazioni, anche se può sembrare strano visto che si svolge completamente nella linea metropolitana di Mosca, il racconto risulta essere sempre diverso e “pulsante”.

Le stazioni della metro sono si dei punti di passaggio, ma anche di vita vissuta e di crescita progressiva del protagonista (o per meglio dire, a mio avviso, l’interprete principale). Lo consiglio sia a lettori “occasionali” del genere, sia soprattutto agli amanti del genere distopico/apocalittico.

Matteo Pisello, www.extralevel.it
Pro

  • Ambientazione fantastica: claustrofobica, ricca, viziosa, tenera e vera; tutto in un’unico romanzo.

  • Grandissimo coinvolgimento, dovuto anche e soprattutto alla dovizia di particolari nelle descrizioni.

  • Benché il genere apocalittico sia ultimamente un po abusato, ai tempi è stato una vera rivoluzione ed ancora oggi non annoia.

  • Si spazia dal fiato sospeso di una scena/capitolo, al commovente di un tratto di racconto.

Neutro

  • Nulla da rilevare.
Contro

  • Qualche errore di troppo nella traduzione, e da quello che ho potuto notare durante la prima lettura anche qualche nome sbagliato.

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About the Author:

Sono nato a Perugia, in Umbria nel 1986. Ho frequentato l'Istituto Tecnico Commerciale, seguendo l'indirizzo programmatori. Appena finiti gli studi sono entrato nel mondo lavorativo come disegnatore grafico nella ditta in cui tutt'ora lavoro, da oltre 10 anni. Il progetto extralevel.it nasce dalla mia passione per la grafica, la tecnologia e la fotografia in genere. Il passo successivo è stato semplice: realizzare un sito; un mio spazio personale in cui mettere in pratica ed esporre le mie idee e i miei interessi. Quello che mi ha spinto a cominciare il progetto è stato il voler raccogliere tutto, e in un unico luogo, sia che si tratti di foto, di idee o di articoli.

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